Consegnata la prima parte dei fondi raccolti alla Cooperativa agricola “Rinascita ’78” di Illica

 

Raccolti € 2874 in diverse collette, per una cooperativa agricola zootecnina di Illica, gravemente danneggiata dal terremoto. Il Pastore Jens-Martin Kruse e alcuni membri del consiglio di chiesa sono andati a Illica per consegnare il denaro alla cooperativa e anche per renderci conto delle condizioni in cui vivono le persone. Ecco il nostro resoconto.

 

”Il mio cognome è Piccioni, come i nostri piccioni, che sono senza casa“, dice Sandra, indicando uno stormo di piccini che passa in volo. Anche loro hanno perso la casa in seguito al terremoto: della piccola chiesa sconsacrata è rimasto solo un cumulo di macerie. Adesso, i volano sulla fattoria, cercando un riparo. Sandra Piccioni è in una situazione simile: è di Illica, ma qui non ha più una casa.

Il terremtoto ha reso inagibile la casa. Che sta ancora in piedi; ma le pareti si sono spostate, finestre e porte sono saltate e non chiudono più e gli abitanti non possono più entrarci. Sandra e altri della cooperativa dormono in camper, messi a disposizione dalla protezione civile. In quello che era il magazzino, hanno allestito una cucina; una stufa emana calore. Fuori ci sono 5° C.

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“Rinascita ‘78” è il nome della cooperativa agricola zootecnica, in cui lavorano 9 persone di due famiglie e 3 dipendenti. Vivono tutti lì, nella sede della cooperativa. Che possiede 300 ettari, 90 vacche, 60 maiali, 500 pecore e 320 capre. Prima del terremoto, allevavano bestiamo, producevano insaccati, formaggi e latticini, che vendevano nel loro agriturismo, di cui erano particolarmente fieri. L’agriturismo era in un palazzo del Cinquecento ed era l’insegna e il cuore dell’azienda: al pianterreno c’era la rivendita; sopra c’erano la latteria, il caseificio, la norcineria e alcune stanze per gli ospiti. Il giorno del terremoto, quando tutto cambiò, c’erano cinque turisti

Come tutte le altre case di Illica, anche il palazzo è stato costruito con sassi smussati del territorio circostante. Ha resistito al primo terremoto, quello del 24 agosto. Anche in assenza di danni, la cooperativa decise di mettere un’impalcatura per proteggere le mura. “Dopo il terremoto di agosto abbiamo pensato di continuare come sempre”, dice Sandra. Ma le cose sono andate diversamente. Il palazzo non ha retto al secondo terremoto, quello di ottobre: le pareti sono in parte crollate e così anche una parte del tetto. Fornelli e cavi pendono fuori; il pianterreno è ingombro di macerie. Anche nella fattoria il terremoto ha causato danni ai macchinari: le macerie cadute hanno messo fuori uso i mastelli del caseificio.

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Avevano cominciato con molto entusiasmon el 1978: “Rinascita ’78” vuol significare vita diversa, migliore, nella Natura. “L’amore per la Natura è stato il nostro motore”, dice Sandra, “Sono cresciuta con la Natura. Ho sempre avuto fiducia nella Natura. Ma, all’improvviso, mi ha tradita. Da quando c’è stato il terremoto sono diventata diffidente.”

Le è mancato il terreno sotto i piedi, alla lettera. Va a letto inquieta; dorme male. Il coraggio diminuisce. Ma non c’è alternativa. “Rinascita ’78” è il fondamento della loro esistenza, Illica è la loro casa. Sandra spiega come lei e gli altri trovano la forza di andare avanti: “Ci concentriamo sul progetto successivo. Oggi sono le capre che dobbiamo portare a Roma; domani sono i maiali”.

Per le bestie comincia ad essere freddo. Alcune capre zoppicano: il fango si è indurito in mezzo allo zoccolo perché stanno nella mota tutto il giorno. Adesso, le bestie saranno portate nel Lazio, dove fa più caldo. Il governo ha promesso casette di legno e tunnel, cioè stalle provvisorie. “Però quando?”, si chiedono, stringendosi nelle spalle. Il tempo stringe: l’inverno è alle porte. Come faranno i camion a passare la montagna, con la neve? Subito dopo il terremoto, hanno venduto le bestie destinate al macello, unica possibilità di guadagno. Ma poiché ad avere quest’idea sono stati in molti, i prezzi del bestiame sono precipitati. Attualmente, non hanno entrate. “La vita commerciale è finita”, dice Sandra Piccioni.

Il denaro raccolto dalla comunità è qui, un aiuto immediato urgente che li aiuta ad andare avanti. Servirà per comprare da mangiare per loro e per le bestie. “Il nostro solo pensiero è passare l’inverno”, dice Sandra Piccioni, ”Poi vediamo.”

Nina Bewerunge